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A San Pietroburgo la mostra dell’artista italiano Tito Marci

Il Museo dell’arte del XX-XXI secolo di San Pietroburgo in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura presentano la mostra «Oltre sé» dell’artista italiano Tito Marci, che si terrà dal 29 ottobre al 1 dicembre 2019.

Tito Marci è nato a Rieti nel 1966. Vive e lavora a Roma. Ha iniziato la sua attività espositiva negli anni ’80, come uno degli ultimi rappresentanti della corrente artistica ispirata alle idee dell’ «arte illuminata». I lavori di Marci sono stati presentati in diverse esposizioni individuali e collettive, in Italia e all’estero. Alcune riproduzioni dei suoi quadri sono diventate copertine di libri. Molte opere di Marci sono state incluse in cataloghi italiani e internazionali.

Il titolo della mostra riflette la sua idea principale: la ricerca di una soluzione al problema dell’autoidentificazione attraverso l'esplorazione, prima di tutto, del proprio «io». I suoi ritratti, a figura intera, a mezzo busto, su uno sfondo dorato, ecc., sono diverse immagini di sé, come fossero sguardi «da dentro» e «da fuori». Egli appare ora in abiti ordinari, ora in completo da lavoro, ora con un colbacco, un turbante orientale o un fez. Tuttavia, pur indossando abiti di diversi popoli, l’artista rimane sé stesso: un pensatore dedito alla ricerca della vera essenza dell’arte. Tutti i ritratti sono uniti dal mistico simbolo indiano del «Terzo occhio» (il Bindi o il Tilaka), il quale tradisce l’appartenenza a una determinata tradizione religiosa. Segni sacri e iscrizioni in greco e in armeno antico portano lo spettatore alla comprensione di quanto siano intrecciate e interdipendenti le varie culture del nostro mondo.

La qualità grafica, la divisione della composizione in porzioni e l’uso abbondante del dorato nello sfondo richiamano associazioni con la scuola senese del Trecento. L’autore sembra revitalizzare l’eredità classica con il suo interesse per il «mestiere» della pittura, in combinazione con immagini ordinarie e un sostrato magico, che rendono i suoi quadri simili a degli oggetti dadaisti. In questo modo, Marci cerca di concettualizzare esteticamente la nostra civiltà e il ruolo che l’individuo ha in essa.

La visione peculiare di Tito Marci che emerge dai suoi ritratti ci permette di capire meglio il mondo moderno e il nostro posto in esso. Un simile approccio al proprio autoritratto, coraggioso e a tratti trasgressivo, porta lo spettatore a prestare attenzione al proprio viso e alla propria anima.

All’esposizione saranno presentate circa 30 opere.

Fonte: https://bit.ly/2NBdlij

11 novembre 2019